
Il marketing virale è la capacità di far circolare in rete un contributo come un filmato, un articolo, una musica, ecc, attraverso la rete stimolando gli utenti a condividerlo nei social media con i propri contatti. Proprio come può accadere ad un virus, una malattia di diffondersi in un corpo in tempi assai brevi, allo stesso modo un messaggio può diffondersi nella rete in un battere di ciglia.
Non è così scontato che ciò che si diffonde in rete tramite appunto il marketing virale sia di per sé una cosa positiva: accade spessissimo che una gaffe di un personaggio noto come un politico abbia maggiore audience in rete rispetto ai canali tradizionali (tv, radio, stampa iniziano a parlarne solo quando la gaffe ha assunto già una certa dimensione in rete), o può anche accadere come il caso #Sucate che un errore degli addetti stampa si ritorca completamente contro la reputazione del candidato sindaco.
Già la reputazione, il marketing virale può davvero comprometterla: altro caso noto, è quello di Patrizia Pepe , una scarsa gestione dei feedback on line da parte dell’azienda, che invece che accettare le critiche contro attacca, ha fortemente compromesso la reputazione online della casa di abbigliamento fiorentina (provate a cercare su Google).
Il marketing Virale è stato però pensato per aumentare la brand awereness, creare aspettativa negli spettatori, far circolare un messaggio come il vecchio passaparola…se è un utente come me a condividere un certo contenuto sarò più predisposto ad accettarlo e a condividerlo a mia volta…questo è il principio del virale.
Per un pubblicitario, un marketing manager o un azienda, creare un messaggio che diventi una perfetta macchina da marketing virale non è affatto cosa da poco, difficile prevedere che abbia successo e che funzioni; infatti il contenuto deve essere almeno:
- facilmente trasferibile ad altri, meglio se attraverso i social (quindi bene un video su Youtube che può facilmente essere girato su Facebook, Twitter, ecc.)
- deve attirare attenzione, essere interessante e presentare una novità
Molto spesso ciò che si trafsomra in un contenuto virale, non è stato pensato o creato per questo scopo; succede così che uno spot o una Adv in guerrilla marketing circoli nella rete come un virus grazie alla sua originalità e alla sua creatività.
Mi sono imbattuto in un caso virale davvero sorprendente!
La band indie-rock francese Phoenix, nel 2008 registrò il brano ”Lisztomania”.
Il titolo del brano richiama un film omonimo del ’75 che ritraeva la figura di un pianista nel 1840: Franz Liszt (la canzone non ha nulla a che fare con lui però). Il termine fu coniato per descrivere la fanatica ossessione nei confronti del musicista; pare inoltre che ai suoi concerti le donne urlassero e alcune volte ai concerti veniva proibito di alzarsi in piedi in sala.
Nella versione ufficiale del video dei Phoenix infatti ci sono vari richiami al compositore del ’800.
Ciò che i Phoenix non sapevano è che il loro pezzo avrebbe presto fatto letteralmente il giro del mondo.
Tutto inizia quando alcuni ragazzi di Brooklyn, NY, propongono una nuova versione del video Lisztomania e lo pubblicano in rete attraverso Youtube.
A Brooklyn segue: Boston, Rio De Janeiro, Amsterdam, Texas, Australia, Israele…e tanti altri; qui una breve lista dei video pubblicati da tutto il mondo!
Tutti i video hanno molto in comune come i passi da ballare o la coppia nel finale.
Mancava l’Italia all’appello. Ci hanno pensato alcuni ragazzi di Lecce (Fabio, Annalisa, Sandro, Roberto, Irene, Marco, Americo,…a cui va un abbraccio per avermi fatto scoprire questi video virali) con una magnifico video che già nelle prime ore on line aveva avuto più di 300 visualizzazioni (oggi più di 2500).
Questa la proposta Lisztomania Italiana. Buona visione ![]()
Stay tuned
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